Al giorno d’oggi la spesa è sempre più un atto compulsivo: molti coloro che sono abituati a recarsi al supermercato, magari di fretta, dove finiscono per accumulare prodotti non necessari, dei quali non leggono le etichette nutrizionali.

Come biasimare questo comportamento? Sarà capitato a tutti noi, perché lo stile di vita contemporaneo ci porta ad essere sempre di fretta e la nostra vera valuta, il tempo, è quella che tendiamo a risparmiare il più possibile.

Proprio questo stile di vita ha portato al crescere e al diffondersi di filosofie che richiamano a un concetto di vita più autentico, in grado di rispettare i tempi naturali.

Inoltre, le tantissime emergenze alimentari degli anni Novanta e Duemila hanno fatto crescere nei consumatori una consapevolezza: i cibi che acquistiamo in fretta senza certezza o certificazione della provenienza possono essere pericolosi.




Questo perché non sempre i prodotti che provengono dall’estero sono sottoposti agli stessi controlli che invece prevede il protocollo disciplinare italiano.

Ecco perché una fetta sempre crescente di italiani ritiene importante, al momento dell’acquisto di un prodotto, conoscerne provenienza e tragitto per una maggiore sicurezza. Di conseguenza, per moltissimi italiani comprare e consumare prodotti a km zero è ormai divenuta una consuetudine. Questo si deve non solo alla crescente coscienza “green” che sempre più ha assunto il nostro Paese, ma anche a una questione di gusto e buon senso.

Meno logistica meno cibo stressato

L’aspetto del gusto appare facilmente comprensibile se si pensa che un cibo sottoposto a minori stress di trasporto conserva intatte le sue proprietà organolettiche e il profilo nutrizionale.

Il buon senso dell’acquistare prodotti a km 0 è insito nel fatto che essi non solo hanno un livello qualitativo maggiore, ma sono dei prodotti la cui produzione non ha inciso su costi inutili di logistica.

Infatti, come sosteneva l’ex vice presidente americano Al Gore, si stima che in media un pasto compia circa 2.000 km – che sia per via terrestre, navale o aerea – per arrivare dritto sulla tavola dove verrà consumato.

Appare dunque ben più sensato acquistare prodotti che non hanno intrapreso viaggi simili: questi cibi infatti richiedono un’energia maggiore per il trasporto di quanta ne contengano sotto il profilo nutrizionale.

Inoltre, considerati i cambiamenti climatici, l’unica scelta responsabile è quella di prediligere comportamenti quotidiani che non vadano ad alimentare inutilmente l’effetto serra che sta gravando sul nostro pianeta.

Dove puoi trovare i prodotti locali

Mercato di prodotti alimentari
Mercato di prodotti alimentari

Per tutti coloro che vogliono entrare nel meccanismo della filiera corta esistono tantissime possibilità di trovare e acquistare cibi prodotti nelle zone vicine.

Una valida opportunità per accorciare il tragitto dal produttore al consumatore è quella di recarsi in uno dei tantissimi mercati a km zero, dove è possibile trovare alimenti che sono coltivati esclusivamente dagli agricoltori locali.

Esplosi come moda anglosassone (i famosi farmer’s market) da qualche decennio, i mercati locali o a km zero riprendono in realtà una tradizione tutta italiana, radicata nella nostra civiltà da più di un millennio.

Da tempo i piccoli coltivatori e allevatori erano soliti preparare il frutto del loro lavoro per andarlo a vendere nei mercati dei paesi più grandi nelle vicinanze, tradizione che si continua a tramandare in tutte le piazze italiane.

Attenzione però: non tutti i mercati sono a km zero, ecco perché dovrai assicurarti che un certo mercato metta davvero in vendita prodotti locali.

Al giorno d’oggi, chi vende in un mercato locale deve quasi sempre far parte di un’associazione che garantisce la qualità e il rispetto di un determinato numero di caratteristiche a tutela del consumatore.

Una delle obiezioni che viene spesso mossa da chi compra solo presso la grande distribuzione riguarda proprio i controlli ai quali viene sottoposta la merce in vendita.

È proprio per contrastare questa diffidenza che i produttori locali hanno sempre più fatto rete, stabilendo delle regole a cui aderire.

In Italia, ad esempio, la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) funge da aggregatore per i mercati locali: se vedi dei gazebo verdi con il logo, sai che puoi fidarti dei prodotti in vendita, perché i produttori che si trovano lì hanno un protocollo di regole condiviso.

I cibi a km zero che si possono acquistare in questi mercati risultano molto più sani perché, oltre a non aver sostenuto viaggi lunghi, non hanno necessità di essere avvolti all’interno di imballaggi come invece avviene nella grande distribuzione organizzata.

Inoltre, nei mercati locali si trova solo quanto è davvero di stagione, un aspetto fondamentale per assicurarsi che il cibo sia sano e non sia stato sottoposto a processi artificiali di conservazione.

Vuoi visitare la Lessinia? Scopri cosa vedere!

Rispettare le stagioni e conoscere la materia prima

Comprare cibi più sani e di stagione porta come valore aggiunto anche una maggiore informazione per il consumatore, spendibile nei futuri processi d’acquisto. Se infatti è possibile acquistare un limone tutto l’anno, ciò non vale ad esempio per l’arancia, che difficilmente potrai acquistare a giugno in un vero mercato locale. Tanto meno potrai aspettarti di acquistare una melanzana in dicembre.

Imparare a conoscere gli alimenti e la loro stagionalità ci rende acquirenti più consapevoli, in grado di giudicare velocemente la qualità e la bontà di un cibo.

Inoltre, capire la stagionalità di un prodotto porta a diventare cuochi sicuramente più creativi e inventivi, grazie alla migliore conoscenza della materia prima.

Infine, recandosi a un mercato a km zero c’è un fattore umano che ne beneficia: si instaura infatti una dimensione di fiducia tra l’acquirente e il produttore.

Questo comporta non solo un dialogo, all’interno del quale chi compra può essere informato sulle tecniche di conservazione e cottura ideali per un dato prodotto, ma anche un aspetto di “protezione”.

Se il contadino imparerà a conoscere l’acquirente, difficilmente potrà vendergli un alimento poco sano o non valido dal punto di vista qualitativo, onde evitare che la sua reputazione venga compromessa.

Quando ci si “mette la faccia”, come accade nella quasi totalità dei mercati a carattere locale, è quasi impossibile incappare nel pericolo di essere truffati.

Comprare prodotti locali per preservare la diversità culinaria italiana

Mangiare prodotti locali significa inoltre valorizzare le tantissime specie locali: un frutto che si trova ad Aosta, difficilmente si ritroverà a Lipari.

Imparare a conoscere ciò che il proprio territorio d’origine è una scelta estremamente saggia, sia per evitare i costi e i rischi che derivano dal trasporto dei prodotti, sia per preservare la diversità di ogni terreno.

Forse ti starai chiedendo: “Come?”.

Semplice: se i produttori vedranno aumentare la domanda saranno indubbiamente portati a cercare di coltivare sempre più un dato prodotto, accrescendo in tal senso il know-how relativo al processo di coltivazione.

Un incentivo economico sarà fondamentale per mantenere in vita tutte quelle varietà di frutta e verdura che ad oggi rischiano di cadere nell’oblio a fronte di gusti più standardizzati oppure troppo esotici.

La diversità dei prodotti locali non interessa solo la materia prima “viva”, come i vegetali, bensì è ancor più importante come concetto da preservare se pensiamo ai tantissimi prodotti semi-lavorati figli delle svariate tradizioni culinarie diffuse capillarmente sul territorio italiano.

Basti pensare ad esempio ai tanti salumi tipici, alle preparazioni dolci e salate che sono specialità di una manciata di comuni o poco più. Ecco, tutte queste rischiano di scomparire a fronte di una massificazione del gusto che per sua stessa ragion d’essere diviene standard.

Scegliere, quando possibile, di acquistare locale significa molto per l’economia di un determinato luogo, perché permette ai piccoli produttori e commercianti di mantenere in vita un certo prodotto. Ciò garantisce la preservazione di un know-how unico, che può di conseguenza venire tramandato di generazione in generazione.

E se ti trovi in viaggio? Nulla di meglio: la cultura di un determinato luogo si scopre proprio attraverso le sue preparazioni culinarie. Ecco che il Bel Paese offre moltissime possibilità di cucina locale capaci di valorizzare gli ingredienti tipici della zona.

Quando viaggi, scegli sempre di assaggiare piatti tipici: questo non solo ti renderà un viaggiatore più curioso, arricchendo il tuo bagaglio di conoscenze, ma ti renderà anche più sicuro della qualità del cibo che stai consumando, un aspetto fondamentale quando si è lontani da casa e dalle proprie abitudini alimentari.

Un prodotto tipico montano? Gli Gnocchi “sbatui” di Malga della Lessinia.

I prodotti locali: una piccola scelta, grandissimi vantaggi

Abbiamo visto quanti e quali sono i tanti vantaggi che derivano dalla scelta di prodotti locali: partendo dalla salute, forse la prima a beneficiarne, fino ad arrivare a motivazioni razionali, economiche ed ecologiche.

Quando il consumo di prodotti a km zero diverrà a tutti gli effetti la norma, più che una valida alternativa preferita solo da una fascia di popolazione più consapevole, i benefici saranno innumerevoli per l’economia, per l’ambiente e soprattutto per l’uomo.

Spero di averti invogliato a consumare quanto più possibile prodotti del tuo territorio.

È una scelta davvero consapevole, soprattutto se si considera quanto “piccola” è tale scelta.

Difficile infatti pensare che si possa fare la differenza facendo la spesa, eppure se sempre più persone adotteranno questo stile di vita i benefici saranno molteplici e presto tangibili.

Un circolo virtuoso che influenzerà positivamente tutto ciò che ci circonda.

Lascia un tuo commento